L’agenda Monti sempre più strategica
Con l’approvazione della legge di stabilità, l’agenda Monti acquista decisamente spessore. Il rigore, infatti, non è più fine a se stesso – per quanto necessario – ma diventa anche uno strumento di crescita e di rimodulazione del carico fiscale. Il governo, cioè, inserisce i tagli non più all’interno di un intervento emergenziale, ma nell’ambito di una visione strategica (politica, potremmo dire).
11 AGO 20

Con l’approvazione della legge di stabilità, l’agenda Monti acquista decisamente spessore. Il rigore, infatti, non è più fine a se stesso – per quanto necessario – ma diventa anche uno strumento di crescita e di rimodulazione del carico fiscale. Il governo, cioè, inserisce i tagli non più all’interno di un intervento emergenziale, ma nell’ambito di una visione strategica (politica, potremmo dire). Recuperare risorse attraverso i vari canali (la lotta all’evasione, la riduzione della spesa attraverso la sua riqualificazione, e l’incremento – seppure inferiore al previsto – di un punto dell’Iva) è funzionale da un lato ad accreditare l’immagine dell’Italia come paese solido, dall’altro a esercitare in pieno la funzione di ristrutturazione del paese. In questo senso, la decisione di tagliare di un punto le due aliquote Irpef più basse è un inizio e sarebbe un peccato se il processo appena iniziato si fermasse qui, ma è importante osservare ed enfatizzare che, finalmente e per la prima volta, i risultati della spending review vengono retrocessi a tutti i contribuenti attraverso minore imposizione sul reddito, e non a specifici gruppi di interesse sotto forma di sussidi et similia. Un discorso analogo vale per la detassazione dei salari di produttività: qui l’obiettivo è più mirato, ma non si tratta comunque di favorire un particolare ceto, quanto toccare uno dei maggiori ostacoli alla crescita. Se dunque il tema della strategia di governo è anche la crescita, ora sarà bene che i dicasteri preposti suppliscano alla virtuale assenza di provvedimenti sviluppisti di natura non fiscale: l’agenda Monti, su quel fronte, deve ancora trovare una traduzione.